La lunga storia della Ditta Guenzati ha inizio durante il Ducato di Milano sotto il governo asburgico (1714-1796), quando nel 1768 Giuseppe Guenzati nell'antica Contrada dei Fustagnari al fondaco n. 1677 (che scomparirà dalla topografia cittadina in seguito alla riprogettazione della piazza Cordusio alla fine dell'ottocento) fonda col proprio nome l'omonima ditta.

A quell'epoca Milano è considerata uno dei centri serici più importanti d'Europa, e Giuseppe, determinato ad approfittare delle straordinarie opportunità offerte dalla piazza milanese, decide di dedicarsi prevalentemente al commercio di sete e fustagni, che negli anni a venire faranno la fortuna della sua azienda. Al sopraggiungere della sua morte è il figlio Agostino, già presente in bottega in qualità di garzone, a seguire le orme paterne e ad assumere la conduzione dell'attività familiare garantendone la continuità e l'indirizzo commerciale.

Pur vantando un'affermata esperienza nel campo dei tessuti pregiati ed annoverando tra la propria clientela le famiglie più illustri e benestanti della città, la Guenzati agli inizi dell'800 risulta ancora essere una bottega di piccole dimensioni con un modesto giro d'affari.

E', invece, durante la gestione di Giuseppe, figlio di Agostino, omonimo dell'avo fondatore e già presente in azienda dal 1831, che si realizza quel salto di qualità tanto auspicato con il conseguente consolidamento economico della famiglia, che consentirà ai Guenzati di conquistare una posizione di prim'ordine nel commercio dei tessuti di pregio sulla piazza milanese.

L'anelato successo giunge, non solo per le naturali doti imprenditoriali dei Guenzati nel settore tessile, ma anche e soprattutto per la fama acquisita da Giuseppe “junior” negli anni quaranta del XIX secolo grazie alle sue apprezzate qualità d'intermediario nelle operazioni di compravendita della seta. In quell'epoca infatti il giovane Guenzati affianca alla sua professione di commerciante in tessuti quella di “sensale”, ovvero di mediatore tra i compratori e i venditori di sete, la cui attività consiste nel fare in modo che le parti abbiano i mezzi necessari per fare affari rappresentandole, se necessario, nella firma dei contratti. Ne è la riprova il fatto che il suo nome figura nella lista dei 24 sensali di seta operanti in città elencati nella Guida di Milano per l’anno 1844.

 

Ma oltre ad essere un ottimo mercante, Giuseppe è anche un dinamico intellettuale, che riscuote una certa fama nella Milano asburgica. Nel “Giornale dell’Imperial Regio Istituto Lombardo di Scienze, Lettere ed Arti e Biblioteca Italiana dell’anno 1847”, tra i testi di cui si raccomanda la lettura, due sono scritti da Giuseppe. Il primo, pubblicato nel 1846, si intitolava Manuale del cultore della seta, dedicato alla coltivazione dei gelsi e all’allevamento dei bachi da seta, a cui seguiva uno studio comparativo sui vari tessuti di seta presenti sulla piazza meneghina, di cui si analizzava nel dettaglio la qualità; il secondo, invece, verteva sulla coltivazione delle patate (Il cultore dei pomi da terra, Milano, Valentini 1847). Con la loro pubblicazione Giuseppe riscuote una tale popolarità da assicurarsi il favore non solo delle autorità asburgiche di Milano e di tutto il Regno Lombardo-Veneto, ma anche dei governi di alcuni Stati italiani, come il Regno di Napoli e il Regno di Sardegna. ( citazioni di G. Coltorti ).

Sfruttando la notorietà così acquisita i Guenzati decidono di estendere il loro commercio di tessuti al di fuori della Lombardia affiancando così la vendita al dettaglio effettuata in negozio, quella all'ingrosso realizzata attraverso una rete di agenti attivi in diversi Stati d'Italia. Tutto ciò contribuisce ad incrementare significativamente il patrimonio della famiglia Guenzati, le cui cospicue disponibilità finanziarie permettono in quegli anni l'acquisizione della contigua bottega di tessuti dei Rogorini e della loro relativa abitazione, ma soprattutto l'acquisto dell'intero palazzo di Via Fustagnari angolo Via Mercanti, appartenente ad una aristocratica famiglia spagnola di nome Di Leila, nel cui stabile i Guenzati esercitano ormai da oltre settant'anni la propria attività di commercianti di stoffe.

 

In questo periodo di particolare prosperità economica Giuseppe fa la conoscenza di un illustre e alquanto carismatico personaggio: Don Giovanni Bosco.

La profonda amicizia con l'operoso sacerdote è ampiamente documentata dalle “Memorie Biografiche” di Mons. Arturo Murari e dal suo libro “Don Bosco a Milano”. Fervente cattolico praticante Giuseppe e la sua famiglia frequentano regolarmente la vicina Parrocchia di San Sempliciano e conoscono molto bene Don Allievi, che a quel tempo è responsabile dell'annesso Oratorio di San Luigi situato nell'allora Via Santa Cristina fondato per accogliere gli sbandati della città. E proprio presso quell'oratorio, dove il Santo trova ospitalità durante il suo primo viaggio a Milano del 1850, che Giuseppe incontra Don Bosco, un fugace iniziale incontro che darà inizio ad un fitto scambio epistolare e ad una profonda amicizia destinati a durare fino alla morte di Giuseppe.

 

Due sono gli episodi salienti che restano negli annali della Guenzati a testimonianza della stretta relazione tra i due: il primo riguarda la volta che nel 1865, durante il suo secondo viaggio a Milano, Don Bosco trovò ospitalità presso la Casa Guenzati, dove ottenne dal Signore un miracolo in favore di Marietta Pedraglio, parente stretta di Carlo che a quel tempo era alle dipendenze della Ditta Guenzati come commesso; la giovinetta affetta da un male incurabile, in quell'occasione aveva ottenuto la completa guarigione grazie all'intercessione di Don Bosco. 44 anni più tardi sarà Carolina Guenzati Rivolta, figlia di Giuseppe e Rosa Casati, a testimoniare il miracoloso episodio avvenuto nella casa paterna di Via Fustagnari 1 durante il Processo di Canonizzazione per la santificazione di Don Bosco avviato nel 1909, che si concluderà con la sua beatificazione nel 1929 e la seguente proclamazione a Santo nel 1934.

Il secondo, invece, è del 1866, l'anno in cui Don Bosco passa per la terza volta da Milano per recarsi a Monza, ma dovendo proseguire il viaggio non esce neppure dalla stazione. Non volendo però rinunciare a salutare i suoi cari amici milanesi, fece avvertire i Guenzati di andarlo a trovare in stazione. Qui discorrendo con loro Don Bosco disse le testuali parole: ”Quest'anno Signor Giuseppe faccia grande provvista di stoffe, perché troverà modo di rivenderla convenientemente”. Partito Don Bosco i coniugi Guenzati seguirono il suo consiglio e nei mesi successivi tutto si avverò come il Santo aveva predetto. In seguito i coniugi dichiareranno che se avessero dato maggior credito alle parole del Santo acquistando quantitativi superiori di tessuti avrebbero riscosso maggiori introiti.

 

Nel frattempo il declino della seta lombarda nella seconda metà dell’Ottocento costringe molti commercianti di stoffe ad estendere la loro attività anche ad altre tipologie di merce, ed i Guenzati esperti conoscitori del mercato non si fanno certo trovare impreparati. Di fatti, nella Guida generale di Milano pubblicata dall’editore Ticozzi nel 1873-74, la ditta Guenzati compare ancora tra i principali operatori del settore nella città ambrosiana, ma viene descritta come azienda operante in “telerie, cotoni e lanerie”, scomparendo definitivamente il riferimento alla seta.

 

Con la morte di Giuseppe, sopraggiunta il 10 maggio del 1870, la moglie Rosa Casati assume la totale direzione dell'azienda, dando inizio a quelli che saranno gli ultimi sei anni della gestione Guenzati della bottega di Via Fustagnari. I suoi due figli, Agostino e Carolina, infatti, non essendosi mai interessati all'attività commerciale della propria famiglia, se non in maniera del tutto occasionale, lasciano alla sola madre la conduzione della stessa, fino a quando, il 31 agosto 1876, determinata a ritirarsi definitivamente dagli affari, Rosa Casati Guenzati decide di cedere a titolo completamente gratuito l'intera attività ai suoi due più meritevoli dipendenti con la solenne promessa di doverne mantenere la medesima denominazione commerciale. Così dopo poco più di un secolo la famiglia fondatrice, che aveva sempre tramandato, per tradizione, l'azienda di padre in figlio, esce di scena, passando il testimone ai suoi due più fidati collaboratori Giovanni Battista Tomegno e Luigi Meda.

La Ditta Guenzati che nel corso di un secolo è sopravvissuta alle dominazioni asburgica (1714-1796) e napoleonica (1797-1815), e successivamente all'egemonia del governo austriaco durante il Regno Lombardo-Veneto (1815-1859), (periodo caratterizzato dalle due guerre d'Indipendenza del 1848-49 e del 1859), ora si trova a fronteggiare un periodo di forti trasformazioni sociali dovute al radicale cambiamento della situazione politica, economica e culturale in atto in tutto il paese a seguito dell'Unità d'Italia (1861). Milano in particolare, sta subendo una profonda modernizzazione grazie alla nascita di grandi fabbriche e industrie che, più avanti, diventeranno fondamentali per lo sviluppo economico e sociale dell'intero paese.

In questo contesto storico i soci Tomegno e Meda si trovano ad affrontare un'impegnativa duplice sfida: da una parte quella di mantenere la prestigiosa posizione di prim'ordine nel mercato dei tessuti ereditata dai precedenti proprietari; e dall'altra quella di ampliare l'offerta dei prodotti trattati al fine di restare al passo coi tempi.

Malgrado ciò comporti una rischiosa esposizione finanziaria, l'operazione si rivela subito vincente e l'ottimo ritorno in termini di profitto ne è l'evidente riprova, anche quando verso la fine del secolo l'intero comparto tessile subisce una brusca battuta d'arresto a causa del malcontento sociale che va crescendo tra i ceti meno abbienti per via delle dure condizioni di vita che i cittadini milanesi sono costretti a sopportare. La Protesta dello Stomaco, come viene chiamata dalle cronache dell'epoca, cresce a tal punto da sfociare in una violenta sollevazione popolare dando origine ai Moti di Milano del 1898, che verranno repressi nel sangue dall'intervento armato dell'Esercito Regio causando per le vie principali di Milano oltre 300 vittime.

Questi eventi sono, purtroppo, il preludio a quella profonda crisi economica che colpirà il nostro paese a partire dal 1913 e che accompagnerà l'Italia verso la I Guerra Mondiale (1915-1918). Ed è proprio in questo anno funesto, che Meda, a seguito di gravi problemi di salute, è costretto a ritirarsi dagli affari lasciando la completa gestione del negozio al solo Tomegno che, liquidato il socio, ne assume la completa direzione. Fino a quel momento Giovanni Battista si è ottimamente distinto nell'abile conduzione degli affari, assicurando alla ditta discreti margini di guadagno e con parte dei profitti così ricavati era riuscito far studiare due dei suoi tre figli, Domenico e Luigi: il primo divenuto dottore commercialista, il secondo avvocato; il terzo figlio, Giuseppe, invece, avviato alla professione del commercio, aveva affiancato il padre nei viaggi d’affari.

Ben presto la passione per i tessuti spinge i tre fratelli ad unire le forze, e grazie alle loro spiccate capacità individuali forniscono un prezioso contributo al successo dell'azienda paterna di Via dei Mercanti, che tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento assurse a grande notorietà. Tra i clienti più illustri della Guenzati meritano di essere ricordati nomi come Galtrucco, Loro Piana, Meda, Rivolta, Crespi; come pure famiglie dell’alta borghesia meneghina quali i Borlettiu, i Cantoni, i Ponti, i Basetti, i Mondadori, i Pirelli; e nobili esponenti della aristocrazia milanese come i Dal Verme, i Castelbarco, i Dugnani, i Porro, i Melzi, i Lampugnani e i Visconti di Modrone, per nominarne solo alcuni.

 

Tuttavia gli anni che fanno seguito al primo conflitto mondiale sono tutt'altro che floridi, in quanto caratterizzati da una crescente crisi economica, a cui fanno eco una disoccupazione ed un'inflazione in continuo aumento, e conflitti sociali sempre più aspri. In questo tormentato clima socio-economico il 21 marzo del 1925 muore Giobatta e i figli Giuseppe, Domenico e Luigi restano soli alla guida della Guenzati.

 

La crisi mondiale del '29, il difficile ventennio fascista e la rovinosa II Guerra Mondiale hanno lasciato segni indelebili in tutto il paese; il dopoguerra richiede enormi sforzi da parte di tutti per ripartire, eppure in questo drammatico scenario i fratelli Tomegno non si scoraggiano, da ottimi commercianti sono più che mai determinati a mantenere alto il prestigio della loro azienda sulla piazza milanese. E così forti della loro rodata esperienza nel campo dei tessuti e della loro abilità nella ricerca meticolosa delle stoffe di alta qualità, i tre fratelli conferiscono un nuovo slancio al loro commercio di tessuti, grazie anche ad una rinnovata ed efficiente rete di rappresentanti attivi su tutto il territorio nazionale, che in breve tempo procurerà alla Guenzati l'attribuzione di fornitrice ufficiale di molti istituti religiosi ed ospedalieri, nonché di numerose associazioni teatrali e di diverse fabbriche automobilistiche.

 

Tuttavia alla fine degli anni sessanta il fiorente commercio della pregiata ditta appare spento e in declino; la morte di Giuseppe avvenuta il 26 giugno del 1959 sembra svigorire l'attività familiare e, inconsapevolmente, accompagnarla verso l'ultimo atto dell'era Tomegno in Ditta Guenzati. Di fatto Domenico e Luigi da quel momento si limitano a gestire “stancamente” gli affari più importanti di famiglia, rimettendo al loro fidato personale il rapporto diretto con la clientela e preparando così il campo a ciò che nel 1968 originerà il secondo passaggio di mano tra proprietari e dipendenti, com'era già accaduto 92 anni prima. Ormai appagati da tanti anni di successi e dai cospicui profitti così ottenuti, i fratelli Tomegno, anziani e senza eredi, decidono di cedere la loro bicentenaria azienda ai commessi più giovani Vittorio Ragno e Angelo Moretti, che il 5 giugno 1968 diventano ufficialmente i nuovi titolari, dando continuità a quell'insolita tradizione, che da sempre caratterizza la Ditta Guenzati: quella di affidare l’attività ai dipendenti più meritevoli, visto che l'azienda nel corso dei suoi 249 anni di vita non è mai stata venduta, ma solo ceduta gratuitamente ai commessi più meritevoli con la solenne promessa di non cambiarne il nome!

 

Angelo è già alle dipendenze dei Tomegno come fattorino, quando nel 1956 Ragno viene assunto in Ditta Guenzati in qualità di aiuto-commesso. Vittorio è un giovane di 19 anni tutt’altro che inesperto; cinque anni prima aveva imparato il mestiere lavorando come commesso presso la Tessuti Carlo Alberto, dimostrando ottime qualità nel settore delle vendite al dettaglio. Tuttavia il tirocinio alla Guenzati risulta essere tutt'altro che facile. I Tomegno si dimostrano da subito titolari inflessibili nel servizio alla clientela, e in un’intervista rilasciata a Giuseppe Paletta, pubblicata alcuni anni fa dal Centro per la Cultura d’Impresa, Ragno ricorda il duro lavoro cui dovette far fronte in un ambiente in cui i colleghi ‘più anziani’, gelosi della competenze acquisite, erano tutt’altro che disposti ad aiutare i nuovi arrivati ed insegnargli i “trucchi” del mestiere. Tuttavia l’impegno, l’umiltà e la dedizione costante al lavoro sono qualità che finiscono per premiare l’impegno di Vittorio e di Angelo, consentendo loro di emergere in una ditta composta alla metà del Novecento di ben nove persone tra titolari, commessi e fattorini.

 

I due giovani titolari si rendono immediatamente conto che il commercio dei tessuti così com'era concepito dai Tomegno risulta oramai troppo statico ed obsoleto, destinato sicuramente a soccombere, se non rivoluzionato da un rinnovato modo di fare impresa. Non senza timori Vittorio e Angelo accettano l'ardua sfida di riportare la Guenzati ai fasti di un tempo per tornare ad essere competitivi in un mercato in forte espansione e restituire all'azienda quel ruolo di prim'ordine che nel passato aveva reso grande la loro ditta. Il primo passo è quello di abbandonare definitivamente il commercio all'ingrosso di tessuti e telerie divenuto oramai troppo dispersivo e ben poco rimunerativo, concentrando tutte le energie disponibili nel commercio al dettaglio. Questa prima fase di rinnovamento viene decisa sulla base di un'attenta osservazione delle nuove correnti della moda che stanno investendo il nostro paese dedicando particolare attenzione alle nuove esigenze e ai nuovi gusti dell'affezionata clientela. All'inizio degli anni sessanta dal Regno Unito spirano forti venti di cambiamento che in breve tempo influenzeranno profondamente il modo e il gusto di vestire degli italiani, e così sfruttando lo slancio derivante dal boom economico e dall'apprezzamento del british style nei salotti della Milano bene, i due giovani soci appaiono più che mai risoluti a cavalcarne l'onda innovativa. Una serie di fortunate concomitanze spingono Vittorio e Angelo a rivoluzionare l'offerta dei loro prodotti rivolgendo particolare attenzione ed investimenti al consolidato mercato britannico forte della sua secolare tradizione tessile. Così a duecento anni dalla sua fondazione, accanto alle tradizionali stoffe d'abito per uomo e donna, tra gli scaffali compaiono in quantità consistenti tweed scozzesi e donegal irlandesi, tartan e pettinati doppio ritorti, cheviot e sportex, tutti tessuti tipici della produzione tessile d'oltremanica, e per la prima volta vengono introdotti in negozio tutti quegli accessori per l'abbigliamento di marcato stampo anglosassone che caratterizzano a tutt'oggi il rinomato stile Guenzati. E' un momento epocale per l'antica bottega di tessuti di via Mercanti che nell'arco di pochi anni si trasforma in un luogo unico nel suo genere ed un punto di riferimento esclusivo non solo per l'affezionata clientela, ma anche per i moltissimi turisti che ogni anno vengono a visitare la città meneghina da ogni parte del mondo.

 

Il sodalizio Ragno-Moretti dura poco più di 40 anni; durante questo lasso di tempo si concretizza quella graduale ma indispensabile trasformazione che porta ad una sostanziale diminuzione delle tipologie di tessuti commercializzati (tartan, tweed e pettinati d'abito a parte) e nel contempo ad un significativo incremento degli accessori, soprattutto nel settore della maglieria e della cappelleria con un occhio di riguardo alle produzioni artigianali provenienti soprattutto dal Regno Unito e dall'Irlanda, ma anche dall'Italia e dalla Germania.

 

All'inizio del nuovo millennio col fine di premiare quelle realtà commerciali che hanno dimostrato di rimanere al passo coi tempi per oltre 50 anni, viene istituito l'albo delle Botteghe Storiche che avrebbe come finalità la tutela e la valorizzazione di tutti quei negozi storici che rappresentano la vera identità commerciale della metropoli ambrosiana a dispetto dei soliti marchi tanto blasonati che imperano sul mercato. Ovviamente la Ditta Guenzati forte dei suoi oltre due secoli di attività viene iscritta di diritto nel prestigioso albo e tra il 2002 ed il 2006 insignita più volte dell'autorevole riconoscimento sia da parte della Regione Lombardia e del Comune di Milano, che da parte della Camera di Commercio e dell'Associazione di Categoria.

 

Alla fine del 2009, dopo oltre 50 anni di attività, Angelo Moretti, ormai convinto che sia giunto il momento propizio per ritirarsi dagli affari, decide di lasciare la Guenzati. La sua uscita si concretizza definitivamente il 10 febbraio 2010, giorno in cui Luigi, figlio di Vittorio, rileva la totalità delle sue quote societarie ed affianca il padre nella conduzione della bicentenaria azienda.

 

Ufficialmente Luigi entra a far parte del team Guenzati nell'aprile del 1984 dopo aver terminato il servizio militare nell'Arma dell'Aeronautica; in realtà aveva già svolto un breve periodo di prova presso l'azienda paterna tra il 1982 e il 1983 dopo il conseguimento del diploma di ragioneria presso l'Istituto Tecnico Gino Zappa di Milano in attesa di rispondere alla chiamata per il servizio di leva. I primi anni di tirocinio sotto la rigida guida del padre Vittorio sono tutt'altro che facili: la totale inesperienza in materia di vendita, l'ambiente molto formale e l'austera disciplina, antica eredità della scuola Tomegno, poco si addicono allo spirito anticonformista del giovane Ragno, che tuttavia, fa suoi nell'arco di pochi anni. I preziosi insegnamenti di papà Vittorio, impareggiabile esperto nel campo dei tessuti, e del socio Angelo danno presto i loro frutti. Fin dal suo inserimento in azienda Luigi prende parte a numerosi incontri con fornitori, agenti e grossisti che per lui si traducono in una fonte inesauribile di sapere ed esperienza del mondo delle stoffe e degli accessori di alto pregio. Durante i pigri mesi estivi di giugno e luglio Gigi viene “spedito” in Inghilterra a lavorare presso il negozio di W. Bill a Londra, diretto da un caro amico di famiglia, Mr. Robert Buckles, allo scopo di apprendere l'arte della vendita in versione british perfezionando nel contempo l'apprendimento della lingua inglese. Col trascorrere delle stagioni si ritrova sempre più spesso ad affiancare i due titolari nella visione di campionari e collezioni partecipando attivamente alla scelta di nuovi prodotti da inserire in azienda, dimostrando un'accorta propensione agli acquisti che gradualmente gli permetterà di occuparsi personalmente dell'intero comparto. Immerso in tali esperienze Luigi non può che coltivare un crescente interesse per l'affascinante mondo anglosassone, sviluppando in particolare una vera e propria passione per la sfera celtico/scozzese e per tutto ciò che si richiama al tartan. Con l'avvento di internet la sua ricerca approfondita di specifici prodotti provenienti da oltremanica si fa più agevole, contribuendo ulteriormente a meglio specializzare lo stile della storica bottega meneghina di Via Mercanti. L'attività attuale della Ditta Guenzati è dunque lo straordinario risultato di un lungo processo di rinnovamento durato quasi cinquant'anni col preciso intento di restare continuamente al passo coi tempi moderni in costante evoluzione.

 

Così oggi il negozio più antico di Milano, che ha dovuto la sua fortuna e la sua fama al commercio di tessuti pregiati per l'abbigliamento, affianca ad un'ampia scelta di tweed, pettinati fini da abito e tartan scozzesi, un'accurata selezione di cappelli uomo e donna, sciarpe, maglieria, articoli di confezione ed oggettistica di vario genere di produzione rigorosamente anglosassone da fare invidia agli stessi Highlanders e rendendo la rinnovata Ditta Guenzati un punto di riferimento unico nel suo genere.

LA  STORIA

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Orari di Apertura:
Lun: 15.00 – 19.15
Mar-Ven: 10.00 – 13.15 / 15.00 - 19.15
Sab: 10:30 – 13.30 / 14.30 - 19.00
Dom: 11:00 – 19.00

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